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L'ambiente

Un posticino nascosto...

"Un posticino nascosto dove la gente deve andar apposta". Con queste parole un'amica suggerì a Silvia Clochiatti di andare a dare un'occhiata al piccolo locale – in via Sabotino 10, a pochi passi dalla piazza centrale di San Daniele – che prima del terremoto del 1976 ospitava un panificio. Era la primavera del 2001. Poco più di un anno dopo – era il 12 luglio del 2002 – veniva inaugurata l'Osteria di Tancredi. Attenzione: "di" Tancredi, non "da". Una differenza non da poco. Non c'è infatti – non c'è mai stato – un Tancredi dietro il banco, a mescere calici di vino o ad affettare prosciutto.

C'è però un ritratto fotografico a grandezza naturale, che spesso i clienti scambiano per un grande friulano, Primo Carnera, il gigante buono. E' invece il ritratto di un uomo buono, Tancredi Clochiatti, che la figlia Silvia ha voluto ricordare intitolandogli l'Osteria. Per dare – ha scritto Silvia - "un po' di luce a chi non ha potuto averla, per dare voce alle persone che non hanno voce".

La foto di Tancredi è al posto d'onore oggi nell'Osteria, come lo era nel 2002. Nel frattempo, il locale di via Sabotino è stato ristrutturato più volte – nel 2005, nel 2008, nel 2014 – per essere sempre al passo con i tempi e con le mutate esigenze della clientela. Ciò che non muta sono i sentimenti veri e le cinque possenti colonne risalenti al 1500 che neppure il terremoto del 1976 è riusciuto a danneggiare.